Peccato, non hanno trasmesso a reti unificate lo show più esilarante dell'anno. Il cabarettista che gode della più ampia platea del mondo ieri è andato in scena, ma questa volta per pochi intimi, ben scelti. Alla conferenza degli ambasciatori tenutasi alla Farnesina, il nano-a-cucù butta le mani avanti fin da subito annunciando che se dirà cose strane è per colpa dei farmaci che è stato costretto ad assumere a causa di un fastidioso mal di schiena. In realtà è pieno di verve e animerà una delle serate migliori della sua tourné annuale. Inizia con l'ambasciatore a Washington, Gianni Castellaneta, dicendogli che se lo aspettava abbronzato e che lui si è adeguato avendo un orologio con l'effige di Obama. Brillante nel cogliere i fatti del giorno, scherza sul malore accusato dalla Marcegaglia dopo aver bevuto un bicchiere d'acqua, informando dapprima il pubblico di star bene non avendo ancora bevuto acqua, e poi, con un "atto di fiducia nella diplomazia italiana", si produce nel colpo di scena bevendo un bicchiere d'acqua. Geniale. Potrebbe far concorrenza a Crozza, il quale, se da una parte dichiara che il "democrate" (passatemi il neologismo) è fonte di ispirazione inesauribile, dall'altra inizia a provare qualche inquietudine per la frequenza sempre più alta con cui questi va in scena: non vorrà mica dedicarsi a tempo pieno a questo mestiere? Scherza sull'evasione fiscale, argomento che da sempre gli procura tanta allegria e su cui la battuta gli riesce facile, fin da quando, ovviamente scherzando, disse che l'evasione fiscale è un dovere civile. Prosegue il suo spettacolo narrando di una Fed comunista avversa al capitale (e questa sì che fa ridere), e di un Ciampi invidioso dell'interim al Ministero degli Esteri del presidente del consiglio. Poi sposta l'attenzione sul suo insuperabile operato (altre risate a crepapelle) e sul suo galattico gradimento: da una rilevazione di Sorrisi e Canzoni le sue esibizioni conquistano lo share più alto, il 72%. Rivolto a Letta (quello suo) in un momento di lucidità e onestà (ecco l'effetto del farmaco) gli dice : "fai schifo". Il nano-a-cucù non sopporta il fatto che ogni qualvolta chiami telefonicamente il suo collaboratore per commentare una notizia apparsa sui giornali lui l'abbia già anticipato, come deduce dal fatto che l'altro, alzando la cornetta, risponda: "Letta". Infine l'apoteosi delle risate arriva alla sottile battuta: "Brunetta è un gran ministro". Una grande battuta: comunque la leggi fa sempre ridere, una scelta da vero maestro, da uno che conosce il proprio mestiere e vi si impegna con dedizione. Un grande show per un piccolo-grande clown. Una vera iniezione di ottimismo sopratutto dopo aver scoperto che la metà delle ricchezze dell'Italia è in mano al 10% degli italiani e che, probabilmente, di quel 10% lui costituice una larga percentuale. Purtroppo, ma capita sempre, ci sono i contestatori quelli a cui lo spettacolo non piace, quelli che non capiscono che non sanno stare al passo con i tempi, i coglioni, insomma. Tra questi qualcuno è così incazzato che ha inviato ai carabinieri di Arcore una lettera minatoria indirizzata all'arzillo cabarettista. Il sospetto però rimane: che stia studiando un'eclatante finale alla "Quinto potere"?







E finalmente il senatore paga pegno! Ci stavamo domandando quanto ancora Villari avrebbe atteso per iniziare a compiacere la maggioranza, quando giunge la lieta novella (quale periodo sarebbe stato più propizio?). Essendo persona educata e attenta, sceglie con cura il dono, e decide di assecondare lo scemo del villaggio, Gasparri, tanto per essere esplicito fino in fondo, per far capire che qualunque, ma proprio qualunque, voce della maggioranza gli potrà chiedere qualsiasi cosa. Era tempo che Gasparri meditava sul fatto che le previsioni del tempo fossero troppo lunghe, senza peraltro alla fine capire nulla sulle condizioni meteo dei giorni successivi. Ci ha provato ad ascoltare tutti quegli scrittori, registi, attori, musicisti, cantanti, intellettuali..., ma alla fine non sapeva mai se uscire con l'ombrello. Nell'incertezza ha sempre portato con sé il paracqua, ma la cosa ormai gli procurava qualche fastidio. Finalmente ha preso il coraggio a due mani, ed anche per aiutare tutti gli italiani in difficoltà economica costretti a comprarsi continuamente ombrelli scordati nei posti più impensati nelle giornate di sole, ed ha tuonato: «Villari intervenga su abusi a " Che tempo fa" ». L'audacia di Gasparri non è però dettata dal solo istinto, lui ha fatto un calcolo preciso, ha formulato la sua tesi con una sua precisa logica: se il programma è condotto da Fazio è un programma "fazioso". Ecco, fugato ogni dubbio ed allora che intervenga il sodale. Ed il sodale risponde a mezzo del suo ufficio stampa: «in seguito alle numerose richieste di chiarimento giunte da esponenti politici sulla trasmissione " Che tempo che fa", il presidente Villari nelle prossime ore chiederà al direttore di RaiTre, Paolo Ruffini, i dati delle presenze televisive della stagione». Orgoglioso dei risultati ottenuti Gasparri manifesta immediatamente la sua approvazione: «Ringrazio il presidente Villari per aver chiesto notizie sui vergognosi abusi di " Che tempo che fa". È stato molto tempestivo». Qualche difficoltà l'ha incontrata con l'aggettivo tempestivo, a cui sembrava preferire, in quanto più appropiato poichè si parlava di meteorologia, tempestoso. Non è stato facile convincerlo, ma poi qualcuno gli ha ricordato l'imperativo impiego dell'ottimismo a cui è chiamato e quindi tempestivo gli pare termine maggiormente ottimistico di tempestoso. Così il tempestivo Villari lascia nella bufera l'opposizione mentre approda nelle chete acque della maggioranza, che con una manovra di accerchiamento ha messo la definitiva parola fine alla diatriba sulla presidenza della commissione vigilanza RAI.
Eleonora ed Emma De Vivo, le due gemelle napoletane reduci dall'Honduras e dall'esperienza dell'Isola dei Famosi, sono approdate mercoledì sera a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Le gemelle De Vivo, studentessa la prima ed assistente di un chirurgo plastico la seconda, sono rimaste per un'ora circa in via del Plebiscito poi sono andate via in taxi, prima che il Cavaliere uscisse in cravatta nera per recarsi a Villa Taverna, per il ricevimento dell'ambasciatore americano Ronald.
Come scordarsi il volto simpatico di Antonino Guerra che ci diceva che l'ottimismo è il profumo della vita? Lo spot, diventato presto un tormentone, deve aver lasciato tracce indelebili anche nella mente del nano a cucù, che, esattamente come faceva il poeta, associa ottimismo a consumismo. Così, di fronte ad una delle più imponenti recessioni economiche degli ultimi decenni, il nostro premier ha la sua ricetta sicura, basata su ottimismo e consumo. Il mix si rivela una formula ideale per disoccupati, cassaintegrati, precari e lavoratori dipendenti, tutti ottimisti e con le tasche piene di denaro da spendere. Se questo non bastasse, una sana iniezione di ottimismo ce la regalano le previsioni dell'OCSE, i cui esperti ci informano che questa sarà una «recessione durevole e con un'intensità che non si vedeva dall'inizio degli anni '80». Per stimolarci ulteriormente all'ottimismo è sufficiente continuare a scorrere le previsioni e scoprire che in Italia si prevede che la disoccupazione in due anni risalga fino all'8%. Si passerà da un tasso del 6,9% nel 2008 (6,8% secondo la previsione OCSE dell'anno scorso) al 7,8% nel 2009 (6,5%), sino a un picco dell'8% nel 2010. Non so a voi, ma a me tutto questo ottimismo mi crea un po' di disagio, e più che il profufo della vita percepisco un certo odorino di... Macchè, suggestioni, quindi a Natale non badiamo a spese e corriamo in massa a comprare un meraviglioso nano a cucù con cui allenarci al tiro con le freccette!
Ci dispiace per al Qaida, ma nonostante l'impegno non riesce a raggiungere la vetta della speciale classifica per il miglior insulto a Obama. Purtroppo anche se armati di ottimi propositi, il loro frasario da dilettanti non riesce ad andare al di là della scontata e banale "servo negro". Scomodare le televisioni di tutto il mondo per dire una simile ovvietà, e per di più cadere nell'errore di citare Malcom X subito dopo. Così signori terroristi riducete la potenza di fuoco, affondate un negro e ne salvate un altro. Invece, lui, no. Il miglior premier a cucù del globo (come l'ha definito ieri ellekappa in una sua riuscitissima vignetta) ricorre alla metafora, all'eufemismo, al gioco di parole. Abbronzato. Che stile, che differenza. Non un semplice messaggio carico di proclami votati all'odio verso un uomo e la politica del suo Paese, ma una poetica manifestazione di disprezzo per la razza. Sbagliate anche le modalità. Per ambire al primo posto anche i dettagli vanno curati con attenzione. Per carità sappiamo che hanno delle valide attenuanti, ma volete mettere la differenza tra un video registrato, preparato e inviato ad una televisione, e un'uscita a braccio durante una conferenza internazionale in un paese straniero, che ha rapporti tesi con gli USA. Il video è un'idea vecchia, superata e già sfruttata dal vincitore, con tanto di collant sull'obiettivo. Al Qaida appare più vicina ai bongo-bongo di Calderoli-Borghezio che all'alto, bello e... abbronzato del cucù-premier. Si sono cimentati con il miglior cabarettista del mondo, o almeno quello che ha più audience, su un piano che non gli appare congeniale, ed hanno perso! In tutto questo bailamme scorgiamo la figura un po' confusa del prode Gasparri che è corso in cantina per dar fondo alle collezioni di fumetti e cercare chi accidenti è questo "Malcom-X" citato da al Qaida, ma un'idea ce l'ha: l'avversario negro di Capitan America!
Eccoci al nostro appuntamento settimanale con il gioco di autovalutazione del buon cittadino.




