Da un po' di tempo nel nostro Paese è in atto un'offensiva mediatica volta a dimostrare il vantaggio economico e l'innocuità per la salute pubblica degli inceneritori. Già da anni, con un capovolgimento linguistico che li ha magicamente trasformati da inceneritori in termovalorizzatori, si cerca di trasmetterne un'idea positiva. Negli ultimi tempi si sta cercando di compiere un ulteriore un salto di qualità, utilizzando ogni mezzo disponibile, articoli, trasmissioni televisive, dibattiti, per infondere false sicurezze nell'opinione pubblica. Veri e propri comitati d'affari spingono il piede sull'acceleratore affinché si possano mettere al più presto le mani sul ricco bottino, e ce n'è per tutti meno che per i cittadini ai quali, come sempre, viene lasciato l'ingrato compito di pagare il conto. Gli inceneritori sono quegli impianti di smaltimento dei rifiuti che bruciandoli ne riducono il peso ed il volume. Circa il 30% del peso dei rifiuti in entrata si ritrova a fine ciclo in forma di ceneri, ma come la fisica insegna "niente si crea né si distrugge, ma tutto si trasforma", così la parte della materia che non si ritrova in uscita viene emessa nel corso del processo.L'argomento è molto complesso e articolato e non abbiamo certo la pretesa di esaurirlo in un post, ma come al solito ci interessa aprire uno spazio di riflessione, quindi in estrema sintesi vediamo i punti che rendono deprecabile la costruzione e l'impiego di questi mostri:
- rischio sanitario : molti degli inquinanti emessi come le diossine e i furani sono composti cancerogeni e altamente tossici. L’esposizione al cadmio può provocare patologie polmonari ed indurre tumori. Il mercurio, sotto forma di vapore, è dannoso al sistema nervoso centrale ed i suoi composti inorganici agiscono anche a basse concentrazioni. I costi sanitari derivati non sono mai conteggiati nelle analisi economiche relativi agli impianti di incenerimento.
- rischio ambientale : le sostanze contaminanti emesse da un inceneritore per via diretta o indiretta inquinano l’aria, il suolo e le falde acquifere. Nonostante i moderni sistemi di abbattimento degli inquinanti riescano a limitare le dispersioni atmosferiche, la natura della maggior parte degli inquinanti emessi è tale da porre problemi anche a bassa concentrazione. Inoltre la loro caratteristica di resistenza alla degradazione naturale ne determina un progressivo accumulo nell’ambiente.
- discariche: nonostante la diminuzione di volume dei rifiuti prodotti, il destino delle ceneri e di altri rifiuti tossici prodotti da un inceneritore è comunque lo smaltimento in discarica per rifiuti speciali, più costose e pericolose.
- emergenze: la costruzione di un impianto di incenerimento richiede diversi anni di lavoro (almeno 4-6 anni) e pertanto non può essere considerato una soluzione all’emergenza per i rifiuti.
- costi economici: sono impianti altamente costosi (almeno 60 milioni di euro) e a bassa efficienza che necessitano di un apporto di rifiuti giornaliero e continuo, in netta opposizione ad ogni intervento di prevenzione della loro produzione e pericolosità, principi che sono alla base della gestione dei rifiuti dell’Unione europea.
- raccolta differenziata: in Italia la raccolta differenziata si attesta su una percentuale irrisoria la cui crescita è fortemente penalizzata dal ricorso alla combustione.
- occupazione: la costruzione e l’esercizio di un impianto determina un livello occupazionale inferiore al personale impiegato nelle industrie del riciclaggio dei materiali pubbliche e private.
- recupero energetico: il risparmio di energia che si ottiene dal riciclare più volte un materiale o un bene di consumo è molto superiore all’energia prodotta dalla combustione dei rifiuti. La plastica, che rappresenta circa l’11% in peso dei rifiuti urbani, è l’unica frazione merceologica la cui combustione è più vantaggiosa del riciclaggio: ciò è dovuto al suo elevato potere calorifico (ottimo per il processo di incenerimento) e allo scarso valore commerciale della plastica riciclata (un materiale plastico riciclato, infatti, può essere utilizzato una sola volta ed esclusivamente in applicazioni minori, come l’arredo urbano, fibre tessili e materiali per l’edilizia).







E' inutile nasconderselo l'ecologia è considerata un impiccio e non solo a destra, sopratutto da coloro che ottusamente rimangono ancorati ad una vecchia visione dello sviluppo economico. Su segnalazione di MrsMiller, scopriamo che una delle iniziative che aveva fatto sperare nella possibilità di migliorare l'impegno concreto che ogni cittadino poteva offrire per migliorare il proprio l'impatto ecologico sull'ambiente, quella relativa all'automatismo delle detrazioni fiscali del 55% per le riqualificazioni energetiche degli edifici, è stata rivista, al ribasso, da questo governo. Il fatto appare ancor più grave per il valore retroattivo del provvedimento, che andrà a penalizzare anche coloro che hanno effettuato interventi nel corso dell'anno 2008. Ancora una volta il governo del "dis-fare" rema contro. Rema contro l'ambiente, rema contro il Paese, rema contro l'Europa. Il nano-a-cucù ancora una volta non si smentisce, negando, come sempre, sé stesso, professando a parole l'ottimismo ad oltranza e inducendo, nei fatti, al più profondo pessimismo. Con quale ottimismo , questi dinosauri della politica e dell'economia, pensano ad un futuro fatto di centrali nucleari, di centrali a carbone, di inceneritori, di rigassificatori e via dicendo? Certamente con l'ottimismo di chi prospetta lauti affari per sé stesso e per i propri amici, con lo slancio di chi, impegnato a curare i propri interessi, può dimenticarsi di quelli collettivi. Ragionano speculando sul breve periodo incuranti dell'eredità che lasceranno alle future generazioni. Il futuro, anche quello economico, si giocherà su altri piani, non ultimo quello della riqualificazione energetica. Quale ottimismo dovrebbero sfoggiare i tanti cittadini che hanno aderito a questo progetto per sensibilità ecologica, ma anche grazie all'aiuto concreto offerto da quegli incentivi, da quegli sgravi, che rendevano meno onerosa la realizzazione di queste opere? Ora appare tutto più complesso, ma sopratutto più incerto. Da ora in poi, ma con effetto retroattivo su tutto l'anno 2008, per ottenere gli sgravi occorrerà ricevere l’assenso preventivo dell’Agenzia delle Entrate, che dovrà comunicare al richiedente, entro 30 gg, l'esito dell'istanza. Vengono inoltre introdotti dei limiti di spesa pari a 82,7 milioni di euro per il 2008, di 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010, che appaiono assolutamente inadeguati e che andranno a beneficio di pochissime ristrutturazioni. Chi ha effettuato gli interventi nel corso del 2008 dovrà inoltrare la richiesta tra il 15 gennaio e il 27 febbraio 2009 e confidare sul fatto che i fondi non siano già esauriti. Le persone fisiche che hanno effettuato interventi nel 2008 potranno ottenere la detrazione del 36% se non presenteranno istanza all’Agenzia delle Entrate o qualora ottengano un responso negativo.
Mentre l'America spera, l'Italia si dispera contemplando l'inclemente confronto. Mentre dall'altra parte dell'oceano ci si apre al dialogo, nel nostro Paese si sbattono porte che avevano cominciato ad aprirsi. Torna lo spettro della militarizzazione del territorio, torna l'incubo di uno stato di polizia. Il cavaliere pieno di macchie e di paure rilancia la questione TAV nel peggiore dei modi, riprendendo esattamente là dove aveva lasciato, vanificando così gli sforzi fatti nella direzione di un dialogo aperto con le comunità locali dal precedente esecutivo. Il governo garantirà anche «con l’uso della forza» la realizzazione dei trafori alpini per l'alta velocità tuona il nano fascista dall'Eicma di Milano (il salone del ciclo e motociclo). Il governo non ammetterà altri ritardi nella realizzazione dei trafori alpini e metterà a disposizione «16 miliardi, dopo che la sinistra aveva bloccato i nostri piani e i cantieri come il Frejus, per colpa di Rifondazione Comunista». Il teorema è il solito: non è possibile permettere ad una minoranza di fermare i cantieri, «perchè questo non è espressione diretta di democrazia, va contro ai cittadini, ai viaggiatori e allo Stato». Ovviamente $$ (Super Silvio) mira alla spaccatura del Paese in ottemperanza all'antico principio del divide et impera, disegnando i valsusini come NIMBY (Not In My Back Yard), cittadini egoisti e incuranti dal bene collettivo. In realtà la questione è estremamente complessa ed è difficile esaurire l'argomento nello spazio di un thread, quindi cercherò di riassumere alcuni degli aspetti più importanti.
