giovedì, 26 febbraio 2009
Scajola_bomb

In questi giorni il nostro governo sembra molto impegnato, non certo sul fronte dei problemi della crisi internazionale, quanto su quello degli affari interni. L'accordo sul nucleare stipulato tra Italia e Francia  parrebbe riaprire le porte del nostro Paese a questa tecnologia. Delle false promesse che si celano dietro al nucleare abbiamo già parlato, ma quello che mi ha colpito in questi sono è una serie di dichiarazioni sconcertanti che nessuno dei principali media si è premurato di smentire.
Innanzitutto i telegiornali hanno parlato di nucleare dell'ultima generazione. No. L'accordo prevede la costruzione di centrali della terza generazione, quella attuale ed è qui che si gioca l'equivoco, e non della quarta, quella normalmente indicata appunto come "nuova generazione". Una delle differenze sta nei materiali impiegati. Le centrali di quarta generazione impiegheranno il torio (molto più diffuso in natura) al posto dell'uranio, abbattendo enormemente i costi di produzione visto che a fronte delle 200 tonnellate di uranio necessarie per produrre un gigawatt ne sarebbe sufficiente una del meno costoso torio.  Non solo ma la tecnologia delle centrali di quarta generazione sembra in grado di limitare in modo considerevole due dei principali problemi che affliggono quelle attuali: la sicurezza e lo smaltimento delle scorie.
A prescindere dal fatto di essere favorevoli o sfavorevoli all'impiego delle tecnologie nucleari ed a prescindere dall'azione di imperio che cancella la volontà popolare espressa con il referendum del 1987, rimane comunque il dubbio su una scelta che, ancora una volta, guarda indietro invece che avanti.
Altra dichiarazione sconcertante del ministro Scajola riguarda le scorie, la cui pericolosità, scopriamo da oggi, si misura in volume. Infatti il fantasioso ministro ha dichiarato che una centrale produce un metro cubo di scorie e che quindi quello dei residui radioattivi è un problema marginale. Non ho idea del volume delle scorie prodotte da una centrale, ma so che quando si forniscono delle misure bisogna anche rapportarle a qualcosa. A cosa è riferito questo fantomatico metro cubo? All'intera vita della centrale? Alla produzione di un megawatt? O è inversamente proporzionale al volume del cervello del geniale ministro? In ogni caso, anche sorvolando su questa ennesima imbecillità, non si può rimanere esterrefatti di fronte alla finalità del messaggio : piccolo volume = piccolo pericolo. Sarebbe come dire che dato che una testata atomica è più piccola di una bomba convenzionale è meno pericolosa di questa. Il volume come unità di misura della pericolosità non funziona come dimostrano i devastanti effetti provocati dal microcefalo Scajola.

Altro argomento sorprendente che nasce dalla fervida fantasia di questo governo è lo sciopero virtuale, quello in cui il lavoratore decide di scioperare, di rinunciare allo stipendio, ma di lavorare comunque. Una volta si diceva "cornuti e mazziati", ora si dice tesserati CISL e UGL, le sigle che si sono dichiarate concordi con il provvedimento. Non solo, ma lo sciopero potrà essere dichiarato solamente previo referendum consultivo obbligatorio, fatto salvo che a proclamarlo non sia un sindacato che abbia più del 50% di rappresentatività. Se poi i servizi sono considerati di particolare rilevanza serve anche l'adesione preventiva da parte del singolo lavoratore. Abolito lo sciopero e se proprio siete capricciosi e decidete di voler far valere quello che considerate un vostro diritto allora rinunciate allo stipendio come forma di protesta. Neppure sotto il fascismo si era osato tanto.

Infine arriva la legge anti-fannulloni che già dal nome denuncia il suo spirito. Piena di falsi buoni propositi questa legge nasconde l'immunità per i veri colpevoli dei disservizi della macchina pubblica continuando ad addossarli ai lavoratori, gli unici che lottano quotidianamente per garantire almeno la sopravvivenza di una macchina burocratica appaltata dalla politica e ingessata dall'incompetenza dei suoi quadri più alti. Addirittura si parla di class action nei confronti delle amministrazioni locali, la stessa class action che si vuole negare ai cittadini nei confronti delle grandi multinazionali. SI vaneggia di pagelle con cui sarà misurato il grado di efficienza dei lavoratori, e che se saranno positive, apriranno l'accesso ai premi di produttività per i dipendenti, in caso contrario daranno corso a sanzioni progressive che potranno arrivare al licenziamento. Benissimo, se non fosse che dubitiamo fortemente di coloro che dovranno giudicare, che mai toccheranno il vero fannullone, quello raccomandato dagli amici degli amici, ma più probabilmente i lavoratori più deboli, i più esposti al gioco demagogico di questa legge.
postato da: SostienePereira alle ore 13:07 | Permalink | commenti (3)
Commenti
#1    [In moderazione]   26 Febbraio 2009 - 15:27
 

#2    26 Febbraio 2009 - 15:46
 
Scajola ce l'ha piccolo... il cervello che avete capito? Ma questi geni della politica possono andare contro la volontà popolare espressa con il referendum? Personalmente non sono né un oppositore convinto, né un fautore convinto, ma cerco di capirci qualcosa. Mi fido certamente più di Rubbia che di Scajola e potrei essere favorevole alle centrali di nuova generazione e non certo a queste vecchie che ci stanno piazzando i francesi.

MaxVinnara
utente anonimo

#3    27 Febbraio 2009 - 11:17
 
Caro Maurizio lo ripetiamo continuamente che questo governo è autoritario con derive fascisticheggianti Inserirei anche la s......ata delle ronde che a me pare cosa mooolto pericolosa, ma pare che i nostri connazionali siano in altre faccende affaccendati, presi come sono dalla paura della crisi economica e quella orchestrata dal governo della "sicurezza". Claudio
utente anonimo

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categoria:politica