E mentre l'Italia è tutta concentrata sul festival della canzone italiana, a Milano accade che un avvocato inglese viene condannato per corruzione a quattro anni e sei mesi. Non parliamo di uno qualunque, ma di Mills, quello corrotto dal nano-a-cucù, per tacere su alcune cosette un po' troppo compromettenti. Il prode statista dovrebbe essere alla sbarra degli imputati se non fosse stato salvato in extremis dall'ignominioso lodo Alfano, una delle tante leggi ad personam pretese dal buffone di stato. La sentenza getta ulteriori ombre sulla sua losca figura che, come è stato accertato, nel 1998 ha corrotto l'avvocato accreditandogli la somma di seicentomila dollari per comperare il suo silenzio ai processi sulle tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian.
Una novità interessante riguarda l'interpretazione che il pm ha fornito riguardo all'eventuale prescrizione del reato nei confronti del nano-a-cucù, che, qualora il vergognoso lodo venisse ritenuto, come auspichiamo, incostituzionale, avverrebbe nel 2010. Tempi stretti, ma uno spiraglio resta aperto, anche se non ci illudiamo sul fatto che un individuo così potente possa mai pagare il prezzo della sua immoralità e illegalità.
Ovviamente Gaetano Pecorella (un altro dei grandi migratori della politica), ha parlato di condanna politica annunciata, in considerazione, a suo dire, dell'avversione dei giudici per il nano-a-cucù. Ci risiamo. Quando il tribunale emette una sentenza favorevole è un tribunale obiettivo, quando, viceversa, la sentenza non è gradita allora si parla di persecuzione politica.
Purtroppo, non si sa per quale misterioso motivo, gli italiani si sentono irresistibilmente attratti da questo malfattore e sono disposti a bersi clamorose ed evidenti fandonie pur di non guardare in faccia la realtà. Quindi tutti ad ascoltare canzonette, compresa quella del del criminale più apprezzato d'Italia, che come le canta lui non le sa cantare nessuno!
postato da: SostienePereira alle ore 09:08 | Permalink | commenti (11)
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