In questi giorni il nostro governo sembra molto impegnato, non certo sul fronte dei problemi della crisi internazionale, quanto su quello degli affari interni. L'accordo sul nucleare stipulato tra Italia e Francia parrebbe riaprire le porte del nostro Paese a questa tecnologia. Delle false promesse che si celano dietro al nucleare abbiamo già parlato, ma quello che mi ha colpito in questi sono è una serie di dichiarazioni sconcertanti che nessuno dei principali media si è premurato di smentire.
Innanzitutto i telegiornali hanno parlato di nucleare dell'ultima generazione. No. L'accordo prevede la costruzione di centrali della terza generazione, quella attuale ed è qui che si gioca l'equivoco, e non della quarta, quella normalmente indicata appunto come "nuova generazione". Una delle differenze sta nei materiali impiegati. Le centrali di quarta generazione impiegheranno il torio (molto più diffuso in natura) al posto dell'uranio, abbattendo enormemente i costi di produzione visto che a fronte delle 200 tonnellate di uranio necessarie per produrre un gigawatt ne sarebbe sufficiente una del meno costoso torio. Non solo ma la tecnologia delle centrali di quarta generazione sembra in grado di limitare in modo considerevole due dei principali problemi che affliggono quelle attuali: la sicurezza e lo smaltimento delle scorie.
A prescindere dal fatto di essere favorevoli o sfavorevoli all'impiego delle tecnologie nucleari ed a prescindere dall'azione di imperio che cancella la volontà popolare espressa con il referendum del 1987, rimane comunque il dubbio su una scelta che, ancora una volta, guarda indietro invece che avanti.
Altra dichiarazione sconcertante del ministro Scajola riguarda le scorie, la cui pericolosità, scopriamo da oggi, si misura in volume. Infatti il fantasioso ministro ha dichiarato che una centrale produce un metro cubo di scorie e che quindi quello dei residui radioattivi è un problema marginale. Non ho idea del volume delle scorie prodotte da una centrale, ma so che quando si forniscono delle misure bisogna anche rapportarle a qualcosa. A cosa è riferito questo fantomatico metro cubo? All'intera vita della centrale? Alla produzione di un megawatt? O è inversamente proporzionale al volume del cervello del geniale ministro? In ogni caso, anche sorvolando su questa ennesima imbecillità, non si può rimanere esterrefatti di fronte alla finalità del messaggio : piccolo volume = piccolo pericolo. Sarebbe come dire che dato che una testata atomica è più piccola di una bomba convenzionale è meno pericolosa di questa. Il volume come unità di misura della pericolosità non funziona come dimostrano i devastanti effetti provocati dal microcefalo Scajola.
Altro argomento sorprendente che nasce dalla fervida fantasia di questo governo è lo sciopero virtuale, quello in cui il lavoratore decide di scioperare, di rinunciare allo stipendio, ma di lavorare comunque. Una volta si diceva "cornuti e mazziati", ora si dice tesserati CISL e UGL, le sigle che si sono dichiarate concordi con il provvedimento. Non solo, ma lo sciopero potrà essere dichiarato solamente previo referendum consultivo obbligatorio, fatto salvo che a proclamarlo non sia un sindacato che abbia più del 50% di rappresentatività. Se poi i servizi sono considerati di particolare rilevanza serve anche l'adesione preventiva da parte del singolo lavoratore. Abolito lo sciopero e se proprio siete capricciosi e decidete di voler far valere quello che considerate un vostro diritto allora rinunciate allo stipendio come forma di protesta. Neppure sotto il fascismo si era osato tanto.
Infine arriva la legge anti-fannulloni che già dal nome denuncia il suo spirito. Piena di falsi buoni propositi questa legge nasconde l'immunità per i veri colpevoli dei disservizi della macchina pubblica continuando ad addossarli ai lavoratori, gli unici che lottano quotidianamente per garantire almeno la sopravvivenza di una macchina burocratica appaltata dalla politica e ingessata dall'incompetenza dei suoi quadri più alti. Addirittura si parla di class action nei confronti delle amministrazioni locali, la stessa class action che si vuole negare ai cittadini nei confronti delle grandi multinazionali. SI vaneggia di pagelle con cui sarà misurato il grado di efficienza dei lavoratori, e che se saranno positive, apriranno l'accesso ai premi di produttività per i dipendenti, in caso contrario daranno corso a sanzioni progressive che potranno arrivare al licenziamento. Benissimo, se non fosse che dubitiamo fortemente di coloro che dovranno giudicare, che mai toccheranno il vero fannullone, quello raccomandato dagli amici degli amici, ma più probabilmente i lavoratori più deboli, i più esposti al gioco demagogico di questa legge.







E mentre l'Italia è tutta concentrata sul festival della canzone italiana, a Milano accade che un avvocato inglese viene condannato per corruzione a quattro anni e sei mesi. Non parliamo di uno qualunque, ma di Mills, quello corrotto dal nano-a-cucù, per tacere su alcune cosette un po' troppo compromettenti. Il prode statista dovrebbe essere alla sbarra degli imputati se non fosse stato salvato in extremis dall'ignominioso lodo Alfano, una delle tante leggi ad personam pretese dal buffone di stato.
Potremmo dire che ce lo aspettavamo, ma questo apparirebbe fin troppo retorico visto con il senno del poi. Allora diciamo semplicemente che il PD continua a raccogliere per quanto semina, cioè niente.
Eluana è deceduta alle 20.10 nella clinica La Quiete di Udine dove era ricoverata.
Qual'è il volto della vera Italia: quello di chi difende la vita e la salute o quello di chi, viceversa, affossa questi diritti fondamentali? La confusione nasce dalle notizie che giungono in questi giorni. Da un lato il caso di Eluana Englaro, di cui ci siamo occupati ieri, dall'altro il caso dell’emendamento della Lega votato in aula, che cancella la norma per cui il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche.
Decreto anticrisi - Articolo 32 - comma 7 - lettera a : «il limite di importo di cui all'articolo 76, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e' ridotto a cinquemila euro». Nell'articolo di riferimento si dice:«Il concessionario può procedere all'espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente ottomila euro. Tale limite può essere aggiornato con decreto del ministero delle Finanze»
"Ha deciso di saltare la scuola e di passare la giornata con altri tre ragazzi. Ma quella che poteva essere la più classica delle bigiate si è trasformata in un incubo per una ragazza di 14 anni di Trento. Dopo una mattinata passata a bere superalcolici fino all'ubriachezza, i tre maschi - tutti minorenni - l'hanno portata a casa di uno di loro e poi violentata."