venerdì, 31 ottobre 2008
cristaldiArriva dal Pdl una proposta fortemente moralizzatrice per la politica italiana. Dopo che la mannaia del ministro giustiziere, Brunetta, ha colpito i fannulloni (?) del pubblico impiego, ecco che dal suo partito ci si ricorda quale sia la casta per antonomasia e verso essa rivolga il suo sguardo inquisitorio. Dieci euro di multa per ogni votazione disertata e il ricavato andrà in beneficenza per sostenere adozioni a distanza, questa sarà la terribile punizione inflitta al parlamentare scarsamente virtuoso. Di fronte ad una sanzione tanto iniqua e tremenda non potevano mancare le proteste, e gli scudi si sono levati per voce di  Nicolò Cristaldi, esponente siciliano di An, che è intervenuto durante i "lavori" parlamentari urlando, spalleggiato dai compagni (ops, camerati) di partito:  «io sono un deputato, rispondo solo alla Costituzione e ai regolamenti parlamentari». Bestemmia! Probabilmente verrà arso vivo, per aver rivelato l'esistenza della Costituzione, dichiarandone esplicitamente l'esistenza, restituendocela  dal mito, tramandato di generazione in generazione, per tradizione orale, alla quotidiana concretezza. Speriamo presto venga anche mostrato il libro per renderne ancor più tangibile l'esistenza e magari se ne inizino ad applicare i dettami. Ma proseguiamo con l'intervento di Cristaldi che ha dichiarato:  «la decisione di non votare può essere anche una forma di dissenso nei confronti di un provvedimento che non piace. Io sono fra i più presenti in Aula, sfido chiunque a dimostrare il contrario. La Russa quando era capogruppo di An era sempre presente in Aula. Non si può dire lo stesso di Bocchino e Cicchitto. Ma in ogni caso è una questione di principio. I capigruppo non possono ordinarci via sms quando Cicchittodobbiamo votare, che cosa dobbiamo votare. Non rispondiamo a loro». Ma come, Bocchino e Cicchitto fannulloni? Non sono compari di movimento con il terribile Brunetta, il Savonarola della pubblica amministrazione, il moralizzatore? Del resto a pensarci bene proprio il mini-ministro è sempre stato uno dei grandi assenti dell'Europarlamento, piazzandosi al 611/mo posto nella classifica delle presenze (Ansa). Torniamo, però, alla tremenda punizione, che ci offre lo spunto per rilanciare la discussione su alcuni temi che improvvisamente paiono essere passati in secondo piano, ma che sono alla base dei tanti problemi della nostra povera Italia. Si sa che "il pesce puzza sempre dalla testa" e la testa del Paese è rappresentata dalla sua classe dirigente che negli ultimi sessant’anni è diventata sempre meno preparata e impegnata. Purtroppo a questo decadimento qualitativo, e non è un caso, non è corrisposto un calo degli emolumenti, anzi il suo reddito è stato inversamente proporzionale alla preparazione espressa e ai risultati raggiunti. I parlamentari italiani sono quelli maggiormente pagati del mondo occidentale! Ecco alcuni dati interessanti su cui riflettere tratti dallo studio presentato  al 10° convegno europeo della Fondazione Rodolfo DeBenedetti, titolato «Il mercato del lavoro dei politici» (Leggi il rapporto), che ha analizzato le carriere degli uomini politici italiani a partire dal secondo dopoguerra. Il rapporto è in inglese, ma tabelle e grafici sono comprensibili a chiunque.
Proviamo a sintetizzare alcuni punti che ci restituiscano il quadro complessivo:
  • un deputato alla sua prima elezione vede il suo reddito lievitare del 77% nel primo anno di attività;
  • il suo reddito lordo dal 1948 al 2006 ha avuto un tasso di crescita medio annuo del 10% (l’indennità è agganciata alla retribuzione dei magistrati);
  • dal 1985 al 2004 il suo reddito reale annuale è aumentato di 5-8 volte rispetto a quello di un operaio, di 3,8-6 rispetto a un impiegato, di 3-4  volte più d’un dirigente;
  • dalla fine degli Anni Novanta, inoltre, il 25% dei deputati guadagna un reddito extraparlamentare superiore a quello della maggioranza dei dirigenti;
  • un "dis"-onorevole italiano intasca  un’indennità superiore di 35 mila euro rispetto a quella dei suoi colleghi Usa (dato 2006);
  • al parlamentare italiano è concesso di cumulare altri redditi (solo privati) all'indennità, rendendo il mestiere del parlamentare una scelta strumentale per rendere più redditizia l'attività privata;
  • i deputati della Prima Repubblica (1948/94) entravano in Parlamento con un’età media di 44,7 anni: nella Seconda di 48,1;
  • nella I Legislatura (1948/53) il 91,4% era laureato, nella XV (2006/08) solo il 64,6%;
  • quasi due deputati su tre restano in Parlamento per più d’una legislatura, uno su dieci per più di 20 anni. La durata media è di 10,6.  Uscire dal Parlamento non significa abbandonare la politica: vi resta uno su due. Solo il 6% va in pensione, mentre il 3% finisce in carcere;
Di fronte a queste bazzecole, appare monumentale l'intervento del Pdl nei confronti dei suoi parlamentari. Un segnale di grande sensibilità umana, democratica e di etica che il Paese attendeva impazientemente. La casta inizia a scricchiolare e così anche quei fannulloni dei pubblici dipendenti non avranno più scuse a cui aggrapparsi.
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categoria:politica
giovedì, 30 ottobre 2008
cossigaGiorni or sono Cossiga ipotizzava di lasciare campo libero agli universitari: "ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri, nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano."
Ieri, puntualmente, si è verificato qualcosa di molto inquietante. Quella che era nata come una protesta forte, ma civile,  al di fuori degli schieramenti politici è improvvisamente degenerata, a Roma presso piazza Navona,  in uno scontro tra gli studenti del corteo principale che voleva sfilare sotto palazzo Madama e un gruppo di fascisti. I protagonisti della provocazione, inevitabilmente sfociata in violenti scontri, sono gli esponenti del Blocco Studentesco, movimento di estrema destra. Il gruppo di provocatori si è improvvisamente armato di spranghe sfilate da un furgone su cui rimane il dubbio di come un potesse essere rimasto inosservato pur essendo parcheggiato in una zona pedonale, in cui sarebbe dovuto sfilare un corteo, sotto le telecamere della sorveglianza. Armati e in schieramento da  "battaglia"  i facinorosi (questi sì che lo sono) hanno sbarrato la strada al corteo principale. E' difficile non tornare con la mente alle parole proferite da Cossiga, con cui abbiamo aperto questo post. Certamente i fatti di ieri hanno offerto un argomento in più a chi, come il Governo, si ostina a voler far passare la protesta come un movimento politicizzato e criminale. Sempre Cossiga affermava "ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale". Quello che io trovo veramente criminale è l'idea che un simile individuo sia stato Presidente della Repubblica e ora senatore a vita. Quello che trovo criminale è che si creino in modo artificioso e pericoloso i presupposti per screditare una protesta popolare. Piazza_NavonaL'incapacità di accettare il principio democratico del confronto porta il governo prima a sbarrare le porte e poi a mandare fuori l'artiglieria per spazzare via la protesta. Se, come in modo surreale sostiene il nano trapiantato, i media non hanno informato adeguatamente e correttamente riguardo i contenuti del decreto, quale occasione migliore se non aprirsi al confronto? No, la verità è che lo Stato è in appalto ad un governo, o meglio a un uomo, arrogante, presuntuoso, illiberale e fanatico, che non ha fatto mistero di prediligere la forza al dialogo. La milizia l'ha scatenata, e ancora una volta uno strano senso di déjà vu mi pervade, e la mente corre agli scontri di Genova durante il G8. S'imbocca una strada pericolosa e se Cossiga invocava lo spettro del terrorismo, quello che fortemente temiamo e che questo sia il modo migliore per dargli corpo.
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categoria:politica, scuola, società
mercoledì, 29 ottobre 2008
La RussaL'Ignazio fascista democratico, dà grande prova di sè in un confronto giornalistico con Concita De Gregorio, direttore dell'Unità (guarda il video). Una vera prova di machismo di stampo fascista in cui la "femmina", dal faccino pulito, viene invitata a mettersi un turacciolo in bocca e tacere. Ieri ho aperto un post sui contenuti della televisione italiana ed effettivamente ho trascurato di parlare del rapporto che i politici hanno con questo medium. Ho trascurato di parlarne perchè avevo in mente conflitti d'interesse che ci allontanavano dalla discussione principale, ma avrei dovuto ricordarmi delle precipitose fughe del nano o di Mastella, all'incalzare di domande scomode,  di mille altri episodi a cui ora si aggiunge questa perla. La politica male accetta il confronto televisivo con i giornalisti, a meno che questi non siano accuratamente selezionati prima e le domande siano concordate. La televisione diventa la piazza virtuale di comizi, la televisione si deve piegare alle logiche dell'affermazione del potere. Un impiego dello strumento televisivo tipico dei regimi. Il nano trapiantato durante una delle ultime conferenze stampa non ha fornito risposta ad una giornalista perché la domanda era, a suo dire, cretina. L'arroganza della politica è così fastidiosa da risultare vomitevole. Complimenti alla  De Gregorio che fornisce un ottimo esempio di come si possa evitare di trasformare ogni dibattito in rissa, nonostante le urla, gli insulti e gli occhi fuori dalle orbite del prode fascista. Rimane la curiosità di capire se il prode Ignazio avrebbe attaccato nello stesso, maleducato, arrogante e incivile modo anche un giornalista di sesso maschile. Qualche dubbio, in tal senso, lo nutro. Quel "Concitina" detto con un disprezzo senza uguali lascia aperte le porte a molte perplessità. Avrebbe mai chiamato Ezino De Mauro o Brunetto Vespa?  Ne dubito, ne verrebbe meno il suo machismo da fascistello manganellatore. Certo l'obiezione era scomoda, visto che lo si accusava di far leva sui militari morti per mere questioni di propaganda, ma, se indignazione c'era, avrebbe dovuto manifestarla con civiltà e addurre ragioni con garbo. In verità, al di là del fatto specifico, la politica si è disabituata a dover rispondere del proprio operato e quando viene messa nell'angolo reagisce come ogni animale in pericolo: aggredendo. Un altro esempio di televisione diseducativa che non vorremmo vedere, capace solamente di trasmettere una sensazione di inutilità del confronto e il disagio dello scontro permanente. Un danno alla democrazia. I regimi si instaurano in molti modi, non solo con le marcette, ma anche negando lo spazio alla partecipazione, al dibattito. Ignazio, diciamocelo democraticamente , il turacciolo in bocca avrebbe fatto meglio a metterselo lei.
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martedì, 28 ottobre 2008
Umberto EcoUmberto Eco ha rilasciato un'intervista alla televisione svizzera durante la quale ha formulato alcune considerazioni sulla televisione italiana che trovo piuttosto interessanti. Secondo il nostro semiologo il modello dominante sarebbe quello de "La corrida", ovvero quello del dilettante allo sbaraglio. Ci nutriamo dell'imperizia altrui, che emerge dalle peripezie dell'inferiore,  mettendo a nudo il nostro sadismo. Quindi la programmazione della nostra televisione si fonda sul sadismo. Per sconfiggere questo malcostume Eco suggerisce di adottare una piccola inversione, portando gli spettacoli di seconda serata in prima.
Sicuramente un suggerimento che per la televisione pubblica porterebbe a indubbi benefici, mentre per quella commerciale vista la qualità della programmazione (con la sola eccezione di La7), secondo me, le speranze sono nulle. Certamente la televisione pubblica di servizio è il modello che la RAI dovrebbe perseguire, piuttosto che rincorrere Mediaset, in una gara che non può che vederla perdente sotto tutti gli aspetti. Personalmente temo che il sadismo, di cui sicuramente la nostra società si nutre copiosamente, non sia il solo, scellerato, criterio adottato nella scelta dei format televisivi. Credo che si ricorra scientemente alla selezione di "contenuti" capaci di alienare lo spettatore dalla realtà. Parafrasando Marx oserei dire che la televisione è l'oppio del popolo italiano (e non solo). L'impressione è che si tenda a fare una sorta di TV chioccia, ma perversa. Si cerca di tenere gli spettatori al riparo dalle cose sconvenienti, quelle che potrebbero turbarne la serenità mettendo a nudo le contraddizioni stesse della nostra civiltà,  propinandogli dosi di sconciezze a cui imparano ad assuefarsi piuttosto velocemente. In quanti credono che programmi alla stregua di "Stricia la notizia" siano fonti d'informazione? Quindi arriviamo alla fatidica domanda quasi marzulliana se sia la televisione ad essere lo specchio della società o se, viceversa, sia la società ad essere lo specchio della televisione. Personalmente propendo per un rapporto osmotico dove ognuna delle due parti sta cedendo il peggio di sè all'altra, in un crescendo che non pare capace di arrestarsi. La sintesi della vera TV è Blob!
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categoria:media, società
lunedì, 27 ottobre 2008
CircoMassimoSiamo alla solita guerra delle cifre. Per il PD alla manifestazione del 25 ottobre sono intervenute 2.500.000 persone,  per la Questura prima erano 200.000, successivamente la stima è stata corretta a 600.000 nel Circo Massimo più quelle che si trovavano nelle strade limitrofe (fonte agenzia irispress.it), per il Sole 24ore non si va oltre le 300mila persone "per il principio dell’impenetrabilità dei corpi", e così via.
Ritengo, che essendo impossibile effettuare la conta esatta, lo scontro sui numeri rimanga uno sterile esercizio di geometria giocato sul calcolo delle superfici e su divisioni di contenenza. Non meno bene fece il nano trapiantato quando riuscì a fornire numeri incredibili di partecipazione per la sua manifestazione contro il governo Prodi.
Quello che importa è il colpo d'occhio, la percezione della quantità, il tanto o il poco. Quello che conta sono le motivazioni che spingono il popolo ad affollare le piazze. Indubbiamente la gente che ha voluto partecipare alla manifestazione era molta e indubbiamente l'umore era quello della protesta.
Se ne sono accorti i cugini d'oltralpe che sui loro giornali parlano di  "Manifestazione impressionante della sinistra italiana"  - Le Figaro (Le Figaro), "Gigantesca manifestazione della sinistra italiana contro Berlusconi" - Le Point, il maggior settimanale francese (Le Point)  e sullo stesso tono telegiornali e radiogiornali.
Ancora una volta, come già avvenne per le piazze di Grillo, è il risveglio dal torpore delle coscienze dei cittadini, la riaffermazione del diritto a partecipare nel processo decisionale democratico l'elemento di maggiore rilievo e di grande speranza. Non più elettori-spettatori, ma cittadini.
Meno bene i partiti della sinistra che non sanno trovare un disegno unitario neppure all'opposizione. Il PD continua a lanciare segnali contradittori e le formazioni della sinistra stentano a ritrovare una linea politica credibile. Il segreto della vittoria del PdL è qui. Gioco facile ha il Presidente del Consiglio nel dichiarare "è interna corporis, per uso interno alla sinistra e per le loro divisioni: non ci sarà nessun cambiamento nell’azione del governo". Sicuramente un modo per negare l'evidente affermazione di popolo ottenuta.
Ma veniamo al discorso di Veltroni (in edizione integrale qui)
"L’Italia è un Paese migliore della destra che lo governa in questo momento. Migliore della destra che nel tempo recente lo ha già governato, anche se qualcuno troppo spesso finge di dimenticarlo". Questa affermazione non mi trova pienamente d'accordo. Direi che una parte del Paese è migliore di quella destra, ma non dimentichiamoci, nel tentativo demagogico di catturare simpatie, che c'è un'Italia senza etica, un'Italia dell'individualismo, un'Italia dell'evasione, un'Italia del nepotismo, un'Italia della raccomandazione, un'Italia della malversazione, un'Italia della corruzione, un'Italia capace di mandare in Parlamento criminali. Non dimentichiamolo. L'Italia è anche questo.
Ho apprezzato grandemente il richiamo ai valori dell'antifascismo, sicuramente uno dei punti cardine su cui si può ricompattare la sinistra: "L’Italia, signor Presidente del Consiglio, è un Paese antifascista. A chi le chiedeva se anche lei potesse definirsi così, “antifascista”, lei ha risposto con fastidio che non ha tempo da perdere". Bene ha fatto a ricordare che il nano incipriato è fascista ancor più di coloro che provengono politicamente da quella esperienza, anzi è un passo oltre considerando il Paese alla stregua di una sua proprietà. Bene ha fatto ha ricordare che  "è indice di una mentalità sottilmente e pericolosamente illiberale pensare che in una democrazia non bisogna disturbare il manovratore e che tutto ciò che limita, regola, condiziona il suo potere è solo un fattore di disturbo". Piuttosto vago invece nell'affermare: "guai, davvero guai, a chi pensa di ridurre solo minimamente la libertà di avanzare critiche, la libertà di dissentire, la libertà di protestare civilmente contro decisioni e scelte che non condivide." Quali i guai, quali le conseguenze?
Non sbaglia nello beffeggiare il nano bugiardo: "cambiando il fuso orario si può anche cambiare idea, e in questo caso è un bene che ciò sia avvenuto".  E' un pagliaccio e da tale va trattato. Basta con il fair play con chi non è degno di tale trattamento. Bisogna affrontare questo avversario a  muso duro, senza nascondersi dietro la perifrasi. Parole chiare che tutti possano comprendere, smascherare il gioco sporco di questo usurpatore di democrazia è un dovere. Positivo, quindi, sottolineare che il nano ha una visione del governare che  "è l’idea del potere che non è tenuto a rispondere dei suoi comportamenti. E’ un’idea del potere inaccettabile. E’ la confusione tra governare e prendere il potere."
Sucita in me qualche perplessità  quando parlando di crisi economica afferma: "la crisi, ha detto un grande economista come Paul Samuelson, “è figlia di un insieme diabolico di avidità, indebitamento, speculazione, laissez-faire, e soprattutto un’infinita incoscienza” dimenticandosi di quanto molti economisti del PD si siano innamorati dell'idea del liberismo. In questo senso una sana riflessione interna non farebbe male. In materia economica troppo spesso il terrore di essere tacciati di statalismo e assistenzialismo ha portato i dirigenti della sinistra a spostarsi su posizioni di destra.
Sulla scuola Veltroni riafferma le ragioni della protesta e rigetta con forza alcuni elementi, come le classi differenziate, proposta che costituisce una vergogna per l'intero Paese.
Bene quando parlando di ambientalismo e immigrazione adotta una frase di Foa: “pensare agli altri, oltre che a se stessi, e pensare al futuro, oltre che al presente
Conclude dicendo "un’altra Italia è possibile. La faremo insieme''. Mi auguro che in questo "insieme" ci sia l'auspicio e la volontà di ritrovare una forte unità ed identità a sinistra.
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categoria:politica
domenica, 26 ottobre 2008
interrogativoEccoci al nostro appuntamento settimanale. Chi sarà l'immenso statista di questa settimana?
I contenuti anche se ritoccati sono tratti da Wikipedia.

Il gioco

Laureato in giurisprudenza, giornalista, aderisce dopo la dissoluzione della Democrazia Cristiana al Partito Popolare Italiano con il quale viene eletto deputato nel 1994. Nel 1995 nella querelle che divide il PPI egli si schiera con Rocco Buttiglione a favore dell'alleanza con il centrodestra. Aderisce quindi ai Cristiani Democratici Uniti. Nello stesso anno è nominato direttore de Il Popolo e successivamente de La Discussione. Nel 1996 si candida alla Camera dei deputati nel collegio di Avellino: sostenuto dal centrodestra, ottiene il 40,8% dei voti e viene sconfitto dal rappresentante dell'Ulivo Antonio Maccanico.Ritorna in Parlamento in seguito alle elezioni politiche del 2001, quando viene eletto nella quota uninominale per la coalizione della Casa delle Libertà, nel collegio di Rho (Lombardia), in quota CDU e successivamente UDC.

Ricopre i seguenti Uffici parlamentari:

  • Segretario di presidenza dal 13 giugno 2001 al 17 gennaio 2005
  • Componente degli organi parlamentari:
    • Presidenza dal 13 giugno 2001 al 17 gennaio 2005
    • II commissione (giustizia) dal 18 gennaio 2005 al 27 aprile 2005
    • XII commissione (affari sociali) dal 20 giugno 2001 al 17 gennaio 2002.
    • XIII commissione (agricoltura) dal 27 aprile 2005 al 27 aprile 2006
    • XIV commissione (politiche dell'Ue) dal 17 gennaio 2002 al 18 gennaio 2005
    • Sezione giurisdizionale dell'ufficio di presidenza dal 27 luglio 2001 al 17 gennaio 2005

Nel gennaio 2005 abbandona l'UDC per dedicarsi alla costituzione di un nuovo partito di ispirazione cristiana e centrista che si rifacesse apertamente all'esperienza della storica Democrazia Cristiana fondando nel giugno 2005, il nuovo partito della DC, di cui diviene segretario politico e si allea con la CdL in occasione delle elezioni politiche del 2006.

Nel 2006 viene eletto senatore, "ospitato" nelle liste di Forza Italia che ha concesso il diritto di "tribuna parlamentare" alla DC per le Autonomie. Eletto in Lombardia, aderisce al gruppo Democrazia Cristiana - Indipendenti - Movimento per l'Autonomia. Nel 2008 entra con il suo partito nel Popolo della Libertà.

Dal 2008 assume la carica di Ministro per l'Attuazione del programma nel Governo Berlusconi IV.

Ha dichiarato di essere favorevole alla grazia per Bruno Contrada, ex dirigente del SISDE, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Nel luglio del 2008 rilascia un'intervista al quotidiano nazionale La Stampa nella quale, riprendendo uno slogan delle Brigate Rosse, fa un'affermazione che fa discutere: "Colpire un pm per educarne altri cento"


Il commento

Riesce difficile commentare il nulla. Una delle più evanescenti apparizioni politiche di tutti i tempi, tanto da non essere riuscito neppure a farsi indagare da qualche magistrato. Quindi per invidia ha tentato di attirare su di sé le ire della magistratura con dichiarazioni "forti", ma trascurando che le parole hanno forza anche in funzione di chi le pronuncia. Ad un uomo inutile è stato affidato un ministero inutile.



I premi
libro_vuoto
Primo premio :  libro dei pensieri e delle proposte del grande statista




Sedia



Secondo premio:  foto dello statista seduto 




Disney-Chicken-Little


Terzo premio: Lungometraggio sulla vita dello statista



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categoria:svago, politica, satira
venerdì, 24 ottobre 2008
vezzali-berlusconiIl nano incipriato, evidentemente istruito nel corso di qualche seduta di allenamento privata con la Valentina Vezzali, cerca di parare il colpo della figuraccia di ieri e tenta la stoccata, anche se più che di fioretto qui ci si esibisce con un meno elegante machete. Così dopo aver smentito la sue stesse parole, udite da milioni di cittadini, che, vittime di un caso di allucinazione collettiva, non ne hanno colto significato e intenzioni,  lo splendente presidente del consiglio contrattacca e tenta l'affondo sulla protesta degli studenti.
"Tra i manifestanti ci sono dei facinorosi", tuona. Non possiamo che complimentarci per la sagacia e la capacità di analisi. Rimane solamente il dubbio se per giungere a tale, eclatante, scoperta si sia avvalso dei servigi di SISDI, SISMI, DIGOS e DIA oppure se si tratti di un'altra delle sue brillanti intuizioni. Non riusciamo neppure a fugare la perplessità se fosse quest'individuo lo stesso che parlava di minoranze rumorose che offuscano le intenzioni della maggioranza. Titubiamo di fronte al fatto che ora  la minoranza rumorosa diventa la chiave di lettura di tutto il movimento di protesta. Ci sfiora la mente il sospetto che sarebbe più onesto prendere atto che non si è riusciti a spacciare un decreto salva-casse, per una riforma epocale condivisa dal Paese. Infine, ammesso e non concesso che dei facinorosi si siano infiltrati nel movimento di protesta, vorremmo ricordare a questo bellimbusto che in Parlamento e nel suo stesso governo, capo in testa, siedono dei condannati. Questi "signori" non sono degli infiltrati, neppure si sono mascherati e sono penetrati in Parlamento all'insaputa dei loro movimenti politici, ma, al contrario, è proprio in virtù del loro invidiabile curriculum che sono stati premiati  e messi in condizione di continuare a sottrarre legalmente denaro dalle tasche dei cittadini. Ladri, corrotti, corruttori, spergiuri, ignavi, incapaci e fannulloni, di fronte a tutto questo i supposti facinorosi appaiono come delle pecorelle smarrite, bisognosi, al più, di qualche attenzione.
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categoria:politica
giovedì, 23 ottobre 2008
sederi«Non ho mai detto nè pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà».








Foto e frase sono un commento più che sufficiente!
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categoria:politica
giovedì, 23 ottobre 2008
berlusconi_conferenzaIeri, in tarda mattinata, Il presidente del consiglio ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Chigi per mandare un avvertimento ai giovani, ai mezzi di comunicazione e al Paese. Sono emersi prepotentemente alcuni punti chiave del pensiero berlusconiano,  enunciati senza veli e sorrisini rassicuranti, esprimendo chiaramente alcune delle linee guida del nuovo corso politico. Una prova per verificare la forza del suo consenso tra i cittadini. Vedremo se e quanto l'Italia abbia imparato la democrazia in 60 anni di storia e di Costituzione. Un paese democraticamente maturo ed evoluto riterrebbe inaccettabili questi toni e queste parole se pronunciate da uno dei suoi massimi esponenti. In un paese democraticamente maturo e consapevole la protesta di piazza si farebbe assordante e il popolo non accetterebbe di vedere calpestati alcuni dei principi sacri della propria Costituzione.
Ed ora sintetizziamo in quattro punti il programma politico dell'uomo del fare (prossimo punto: fare una dittatura).

Punto primo - per governare uno stato senza il consenso diffuso della popolazione è sufficiente utilizzare le forze dell'ordine = stato di polizia :
 
"Non permetterò l'occupazione delle università. L'occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell'applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare".

Punto secondo - il capo decide, i sodali eseguono:

"Convocherò oggi il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere"

Punto terzo - i mezzi di comunicazione devono agire per nome e per conto del potere diffondendo la verità di regime:

"Vi prego di portare i miei personali saluti e quelli del Ministro ai vostri direttori e di dire che saremmo molto preoccupati ed  indignati se la conferenza stampa di oggi non avesse un seguito e non desse un informazione ai lettori di questi giornali... I giornali italiani hanno assolutamente trascurato di raccontare la realtà sul problema della scuola ... La televisione pubblica italiana diffonde ansia, diffonde situazioni che riguardano soltanto chi protesta e quindi io credo che noi siamo giustamente preoccupati di questo divorzio di molti mezzi di comunicazione dalla realtà"

Punto quarto - qui comando io e questa è casa mia (probabilmente imparato quando cantava sulle navi da crociera) :

"Avete 4 anni e mezzo per fare il callo su queste cose, io non 'retrecederò' di un centimetro"

Ho nuovamente una strana sensazione di déjà vu.
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mercoledì, 22 ottobre 2008
SuperenalottoNon gioco e ho sempre pensato che lo Stato non dovrebbe farsi complice di un simile inganno. Un po' torppo rigido? E' probabile. Tuttavia non posso esimermi dal pensare che un popolo che affida all'estrazione di qualche numeretto le proprie speranze, sia un popolo disperato. Sognare è lecito, anzi è fondamentale, ma il mondo onirico è per definizione inconsistente, mentre il denaro è qualcosa di molto concreto. Confondere sogni e concretezza genera confusione e troppo spesso delusione. In un momento di forte crisi in cui i risparmi (per chi li ha) si assottigliano ed è sempre più difficile destreggiarsi un intero mese con la busta paga, ecco che lo Stato, invece di certezze,  offre la chimera della vincita milionaria. Nell'ultimo concorso del Superenalotto sono state giocate 133 milioni di combinazioni, più di due a italiano. Nel mese di Ottobre (ancora in corso) sono già state giocate 700 milioni di combinazioni. Tutti inseguono improbabili statistiche, prive di ogni senso matematico, rincorrono numeri che non escono, e che matematicamente mantengono sempre le stesse probabilità non uscire. L'Italia che s'impoverisce fa la coda ai botteghini e alle ricevitorie per scommettere su tutto. Gli italiani per dimenticare prezzi alle stelle e salari congelati cercano un’iniezione di ottimismo nella giocata, confidando nell’uscita della cinquina miracolosa. Certamente prima o poi la dea bendatà premierà qualcuno, ma per tutti gli altri rimarrà la sola amarezza di aver spostato l'ansia della quarta settimana alla terza. Allora tutti a casa a vedere come si  vince denaro aprendo scatole e girando ruote, in fondo è facile, perché preoccuparsi? E poi ci fanno anche vedere un sacco di prorompenti seni e ammiccanti glutei, che si può desiderare di più?
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categoria:societÃ